Il XX maggio del 1859 la famosa battaglia risorgimentale della seconda guerra di indipendenza tra le truppe franco-piemontesi e austriache che segnarono l’inizio della liberazione della Lombardia e dell’Unità d’Italia. In quest’occasione venne utilizzata anche la nuova ferrovia costruita l’anno precedente e che aveva diviso in due il territorio del nostro paese.

Nel 1868 venne inaugurato il monumento al Cavalleggero opera dello scultore Bellora. L’opera rappresenta un alfiere di cavalleria.

Monumento al Cavalleggero

Il XX maggio 1882 fu inaugurato dal principe Tommaso di Savoia, Duca di Genova e fratello dell’allora Regina d’Italia Margherita, il Monumento Ossario sorto per raccogliere le spoglie mortali dei caduti della battaglia del 1859. L’evento ebbe grande rilevanza nazionale, come dimostra la prima pagina del Corriere della Sera che riporta la cronaca dell’avvenimento.

Corriere della Sera 21/22 Maggio 1882

Il monumento a forma di tempietto, in stile greco-dorico è stato progettato dallo scultore milanese Egidio Pozzi e realizzato in pietra di Verona o mattone di Quinziano. Originariamente la base aveva un solo gradone, quelli successivi, tuttora esistenti, sono stati aggiunti nel 1906 dopo aver scavato e rimosso il terreno circostante. Da subito in paese è stato soprannominato “la Bell’Italia” con riferimento alla statua posta alla sommità dell’edificio. Si dice che il volto della statua (simbolo dell’Italia) riproduca le fattezze della moglie dello scultore ossia della montebellese Severina Minoprio.

Nel frattempo, già a partire dal ‘600, dopo lo sviluppo del paese sulla dorsale della collina, sorsero anche alcune belle ville, costruite da nobili e notai pavesi, ai quali subentrarono nell’800, nobili genovesi. Tra le ville con i relativi parchi ricordiamo il Palazzo Bellisomi (comunemente chiamato Castello Rosso) e attuale sede dell’azienda Libarna Gas, la villa Delconte poi Serpi Gloria e attuale proprietà Finiper, la villa del Marchese Lomellini ora istituto San Benedetto di proprietà della Congregazione di Don Orione. Ancora la Villa Veniali, il Palazzo Lunati Pallavicino Mazza nella frazione di Genestrello e la Villa De Ghislanzoni.

Si può ritenere che fra la fine dell’800 e l’inizio del’900, il paese abbia raggiunto l’apice della sua bellezza paesaggistica ed anche per questo divenne luogo di piacevole villeggiatura, con un tocco di classe che lo ha sempre distinto dai paesi circostanti.

Ai primi del 900 la famiglia Veniali ospitò più volte lo scrittore Edmondo De Amicis e pare che in occasione di questi soggiorni lo scrittore abbia tratto ispirazione per scrivere il celebre racconto “La Piccola Vedetta Lombarda”.

Nel 1890 fu costruito il nuovo Cimitero ed abbandonato il precedente che si trovava sul retro della Bell’Italia.

L’albero della Piccola Vedetta Lombarda come si presenta oggi visto dalla tangenziale che collega Voghera a Casteggio