Palazzo Dal Pozzo in uno scatto d'epoca

Sul versante sud della collinetta della Chiesa, sorge l’antico Palazzo Dal Pozzo, un imponente quadrilatero con un tratto aperto verso levante e con al centro un vasto cortile porticato su due lati (anticamente era il Chiostro ed era porticato su tutti i quattro lati). Il fabbricato attuale è stato iniziato nel 1580 e terminato nel 1666. Questa collinetta era anticamente cinta da mura al cui interno sorgeva il Castello, proprietaria del quale era la famiglia pavese dei Dalconte, feudataria del paese. Nel 1094 il milite Uberto, membro di questa casata, donava ai Monaci Benedettini alcuni edifici limitrofi alla chiesa romanica intitolata ai SS. Gervasio e Protasio, oltre a parecchi terreni, perché essi potessero fondare un’Abbazia, con l’obbligo che la stessa fosse messa sotto la protezione della Santa Sede, per svincolarla dalla giurisdizione del Vescovo di Piacenza. Cosa che detti Frati subito fecero. Ed infatti, il 29 giugno dell’anno stesso, Papa Urbano II° firmò la Bolla di fondazione dell’Abbazia, pure essa intitolata ai SS. Gervasio e Protasio. Ancora non sappiamo se fu all’interno di questo Monastero, o nel vicino Castello, oppure molto più probabilmente nella sottostante pianura, che l’imperatore Federico Barbarossa firmò con i delegati dei Comuni Lombardi, la famosa “pace di Montebello”, il 17 aprile 1175. Certo è invece che questi monaci Benedettini bonificarono e lavorarono i terreni sottostanti, irrigandoli con la costruzione della roggia Molinara, derivata dall’acqua del torrente Schizzola. Nel 1484, ai Benedettini subentrarono i Monaci Girolamini, i quali, verso la fine del 1500, acquistarono dai Beccaria il sedime dell’antico Castello ormai in rovina, lo abbatterono e sullo stesso luogo, iniziarono a costruire un nuovo Monastero, terminandolo appunto nel 1666. Due anni dopo,essendo l’antica Chiesa romanica di Montebello, parte integrante della loro Abbazia, la demolirono, forse perché troppo piccola, oppure pericolante, costruendo l’attuale in stile barocco ed inaugurandola nel 1675. Nel 1782 il Re di Sardegna, Vittorio Amedeo 3° (d’accordo con Papa Pio VI) soppresse il Monastero, incamerandone i beni, i quali furono acquistati del N.H. Giuseppe Giorgi, ex chierico, appartenente ad un’importante famiglia Decurionale pavese. Il palazzo venne restaurato, intonacato esternamente ed aperto sul lato di levante verso la fronteggiante collina della sottostante valle del Coppa, dandogli parzialmente l’aspetto di una villa di campagna. Nel 1788, alla morte del N.H .Giuseppe Giorgi, subentra il fratello N.H .Antonio, sposato, ma senza prole. Morirà nel 1796 estinguendo il ramo principale dell’antichissima famiglia Giorgi e lasciando erede il pronipote N.H. Pio Beccaria, di antica famiglia pavese, con la condizione di aggiungere “Giorgi” al proprio cognome. Alla morte di questi, nel 1817, la proprietà passa al N.H. Pietro Martire, fratello del defunto e pure lui scapolo. Per molti anni egli veniva a trascorrere lunghi periodi di tempo al “Monastero” (ancora il palazzo veniva così denominato), preferendolo come villeggiatura al proprio Castello di Pietra de Giorgi. Don Pietro Martire moriva nel 1843 ad oltre 90 anni (esiste ancora a Montebello un suo ritratto) lasciando la proprietà alle pronipoti Marianna e Margherita Eotwos, figlie della nipote marchesa Teresa Beccaria, la quale in 1° nozze aveva sposato il marchese Botta Adorno di Branduzzo ed in 2°, il maggiore dell’esercito austro-ungarico, barone Giovanni Eotwos, ungherese. Donna Marianna (1819-1908) sposerà il N.H. Francesco Homodei (1820-1886), patriota prima e prefetto in varie città poi, mentre Donna Margherita (1823-1861) sarà moglie di Ferdinando Dal Pozzo (1822-1881), conte di Castellino e S.Vincenzo. Negli anni ‘880 la figlia della prima sorella (donna Pina 1848-1940) ed un figlio della seconda (conte Carlo, 1849-1898) si uniranno in matrimonio consolidando nelle mani della nobile famiglia piemontese dei Dal Pozzo l’antico fabbricato, dove tuttora sono racchiusi in archivio documenti storici, che spaziano in un periodo di oltre 700 anni. Purtroppo fra incuria e furti questi, pur essendo vincolati dalla Sovrintendenza, stanno velocemente deperendo, come pure l’antico palazzo che li ospita..

Palazzo Dal Pozzo vista interna

Palazzo Dal Pozzo vista laterale

Palazzo Dal Pozzo, saggio ginnico

Busto di Donna Margherita

Palazzo Dal Pozzo - Salottino interno