VILLA VENIALI

Villa Veniali - cartolina anni 1920

Il palazzo si trova nella parte alta del paese ed il parco degrada dolcemente verso levante, circondato su tre lati da strade pubbliche. Il fabbricato è composto da una parte molto antica e di tipo agricola a levante, unita ad altra ottocentesca e di foggia signorile verso ponente. La parte di tipo agricola, unitamente a quella contigua attualmente posseduta dalla famiglia Nobile, è quanto rimane dell’antico cascinale, un tempo chiamato “San Damiano”, in quanto originariamente apparteneva al Monastero dei SS.Cosma e Damiano alla Scala di Milano (dell’ordine dei Frati Girolomini). E’ di probabile costruzione secentesca. Nel secolo successivo il cascinale in seguito a permuta, passa al locale Monastero dei SS.Gervasio e Protasio, sempre dell’ordine dei medesimi Frati. Nel 1745, per un’altra permuta, i fabbricati sono proprietà del marchese Gaetano Bellisomi. Evidentemente la permuta è un sistema molto diffuso a quei tempi in quanto nel 1749, per un ennesimo scambio di proprietà immobiliari, “San Damiano” appartiene al N.H. pavese Gaspare Giorgi. Nel 1824 don Pietro Martire Beccaria Giorgi, pronipote ed erede di don Gaspare, vende la Cascina, unitamente a molte altre sue proprietà, al Collegio Gesuitico di Genova. Il 5 marzo 1848, Re Carlo Alberto espelle i Gesuiti, espropriando tutte le loro proprietà e così anche “San Damiano” passa al Demanio del Regno Sardo-Piemontese. Nel 1854, quando le proprietà demaniali sono messe in vendita, il sig. Gaspare Bianco, ex Agente dei Gesuiti a Montebello, unitamente al palazzo dell’ex asilo infantile e case limitrofe sulla piazza della Chiesa ed a parecchi terreni, acquista anche “San Damiano” (così ancora lo chiamavano verso fine ‘800). Il sig. Bianco è un piemontese nato nel 1807 presso Chieri. E’ giunto a Montebello attorno al 1830 come agente dei Gesuiti, che qui possedevano a quei tempi, oltre 5000 pertiche di terreni, con parecchi cascinali e dimoravano nell’attuale caseggiato Franchini, Girardelli. Nel 1856/57 Gaspare Bianco costruisce accanto all’antica cascina, un bel palazzotto signorile, con ampio parco e frutteto antistanti, dando al complesso l’aspetto di una villa di campagna. L’ex agente dei Gesuiti ha sei figli, tre maschi e tre femmine. La figlia Luigia (1836-1897) è stata per 39 anni maestra nella scuola elementare di Montebello. Gaspare Bianco, che per diversi anni fu anche consigliere comunale, è morto in seguito ad una caduta, il 3/5/1859 a soli 52 anni. Qualche anno dopo la morte di sua moglie Carlotta Fasano, avvenuta nel 1885, i figli affittavano nei periodi di villeggiatura parte della villa al professore Francesco Veniali (1828-1904), Provveditore agli Studi in pensione ed al di lui figlio comm. Giacomo, revisore della Camera dei Deputati. Più di una volta la famiglia Veniali ha avuto in quel periodo ospite a Montebello, lo scrittore Edmondo De Amicis e pare che proprio in occasione di questi soggiorni, al romanziere venne l’idea di scrivere il celebre racconto della “Piccola vedetta lombarda”. Nel 1899 Stefano e Luigi Bianco si trasferirono a San Cristoforo, presso Silvano d’Orba, dove avevano ereditato dal loro padre Gaspare, una proprietà e vendettero la villa al comm.Giacomo Veniali. Alla morte di questi, avvenuta nel 1905, il figlio ing. Giorgio ne divenne proprietario e pur dimorando a Roma, ogni anno trascorreva con la famiglia le proprie vacanze a Montebello. Il suo secondogenito, l’avv.Alberto è stato il primo sindaco del paese nel 1945 dopo la Liberazione, mentre il primogenito Giacomo era medico. I figli di questi, sono gli attuali proprietari. La villa, poco frequentata dopo la morte dell’ing. Giorgio, necessiterebbe di un completo restauro.

Testo e fotografie di Gian Pietro Scaglia

Villa Veniali - Ingresso

Villa Veniali - Giardino

Villa Veniali - cartolina 1902

Via Veniali a Montebello della Battaglia in uno scatto d'epoca

Villa Veniali - immagine attuale